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Follia morale


Liberamente tratto da "Corrispondenza negata, epistolario dalla nave dei folli" 

Adattato, diretto e interpretato da Emiliano Terreni, Tommaso Taddei, Carlo Salvador            

Luci Marco Falai


Follia Morale nasce dall’incontro con un libro: Corrispondenza negata, epistolario dalla nave dei folli. Il libro raccoglie un centinaio di lettere scritte dagli internati del manicomio di Volterra tra il 1889 e il 1970. Lettere che, insieme ad altre centinaia, non sono mai uscite dagli archivi del manicomio: occultate. Occultate come lo sono state le migliaia di esistenze additate dalla scienza di stato come degenerate ed inguaribili, costrette in spazi disumani dalla "necessità sociale" di ordine e stabilità.

La forza drammatica e vitale di queste lettere esula completamente dal linguaggio drammaturgico e letterario, ma appartiene alla vita: sono tracce di esistenze, forti, compresse, compromesse, incompiute, sono lettere senza risposta, bombe inesplose di conflitti vecchi come l’uomo. 

Questa forza le fa arrivare come voci nella testa, nelle nostre teste: approdi dove finalmente possono soddisfare la loro necessità di muoversi, di essere lette, dette, ripensate, bruciate, gridate...



<<...L’aspetto si dimostra indifferente, il contegno si mantiene composto, la mimica è regolare.

Le percezioni sensitive sono normali, e così pure i movimenti attivi, niente di speciale nei passivi.

Interrogando l’ammalato esso risponde a tono e si dimostra perfettamente orientato nel tempo, nello spazio e nelle persone. La coscienza della propria personalità è perfetta; le facoltà psichiche più elevate funzionano egregiamente.

Parla dei reati commessi con la massima indifferenza, dimostrando una notevolissima deficienza dei sentimenti morali.

Nessun delirio o allucinazione, è indubbiamente, dentro il frenocomio, un ricoverato speciale,

consapevolmente ‘amorale tra gli amorali.>>


cartella clinica n.1403.



Questura di Firenze


Informazioni

L’organetto prese la strada; parto da Faenza e mi fermo alle murate, l’indomani mattina monto in treno e a mezza strada trovo il bacio.

Il brigadiere fu gentile perché due soldi non me le volle fare spendere.

La bandiera l’ho in mano io. La casa di Savoia vi leva i denti.

L’evaso non vi può dir di più, ora prendete il telescopio e misurate le distanze e guardate tra me e voi chi è il più pericoloso.


Il Matto di S. Girolamo





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