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GIOVANNI PER CAMPARE DIGIUNAVA



produzione GOGMAGOG

con il sostegno di Regione Toscana - Sistema Regionale per lo spettacoloCittà Metropolitana di Firenze, Teatro Nazionale della Toscana e Comune di Scandicci

Residenze artistiche Giallomare Minimal Teatro e Teatro Moderno di Agliana

Progetto a cura di Stefano De Martin

Ideazione e drammaturgia Virginio Liberti

RegiaTommaso Taddei

ConCristina Abati, Carlo Salvador, Rossana Gay, Tommaso Taddei

Illustrazioni originali Marco Ferro

Elaborazioni video Ines Cattabriga

Disegno luci Antonella Colella

Tecnici Antonella Colella, Francesco Margarolo 

Video finale Andrea Gallo

Attori del fotoromanzo Irene Barbugli, Guido Rinaldi

Voci recitanti Massimo Grigò, Teresa Fallai

Attori in videoManuela Rodolao, Stefano De Martin


Nel 1922 fu dato alle stampe Ein Hungerkünstlerscritto da Franz Kafkache, gravemente ammalato, morirà due anni dopo. Narra di un digiunatore di professione che, non trovando il cibo adatto a lui, si lascia morire nella gabbia in cui era stato rinchiuso per la sua esibizione. Non sappiamo se il modello ispiratore di Kafka sia stato lo stravagante e internazionaleGiovanni Succi, ma sicuramente Succi era uno degli artisti del digiuno più conosciuti nel mondo a cavallo tra ottocento e novecento.

Lo spettacolo si snoda come un viaggio all'interno delle imprese, delle contraddizioni, dei cortocircuti sensoriali e di senso presenti nella vita di Giovanni Succi, artista del digiuno, una forma d'arte che raccoglieva enorme successo poco più di un secolo fa e che oggi appare difficile anche da immaginare.

Utilizzando una tecnica narrativa nella quale il linguaggio della scena si interseca con altre forme di espressione artistica, fondendo il lavoro dell'attore con l'illustrazione, con la pittura col fotoromanzo, con frammenti video e con la musica prende vita lo straniante racconto su una forma d'arte al limite del raccontabile. Scienza, magia, spiritismo, astinenza volontaria dal cibo, desiderio di superare i limiti conducono gli spettatori ad una vorticosa riflessione sul circo dell'arte e della vita.


<< … Stasera parleremo di una leggenda dell'arte del non mangiare, proprio così, l'artista della fame che resisteva all'istinto naturale di nutrirsi. Da molti fu deificato come un super uomo. Da molti altri fu definito un drogato avido del surrogato della felicità, il denaro. 

Stasera in prima mondiale, a voi il verdetto finale, nelle vostre ponderate mani, il giudizio atteso da un secolo... Giovanni Succi:

Era un fenomeno o semplicemente un imbroglione? 

Era un megalomane istrione? 

Non era un uomo speciale?

Era soltanto uno stregato da uno stregone africano?

Ah... quante polemiche nate da quel misterioso elisir conosciuto laggiù, tra leoni e ippopotami, forse una droga e basta ? Un narcotico per alleviare il corpo dai dolori per la mancanza di cibo o...

Una pozione per allevare lo spirito nella mancanza di Dio? Stasera le frontiere invalicabili del profano e del sacro cesseranno d'esistere, verità e menzogne saranno visibili su uno specchio deformante...>>



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