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Have I None (di Edward Bond)

                                              foto di Daria Busoni

traduzione Ilaria Staino

con Cristina Abati, Carlo Salvador, Tommaso Taddei

progetto luci Marco Falai

consulenza letterarua Luca Scarlini

regia Tommaso Taddei


con il sostegno di Teatro Studio di Scandicci, Scandicci Cultura, Regione Toscana, Regione Marche, Cagli Teatro Commission.

si ringrazia Teatro dell’Affratellamento/Fabbrica Europa.


Un testo breve, mai rappresentato in Italia, una distopia in cui il ritmo martellante delle parole trascina i protagonisti in un delirio a tre. Un piccolo gioiello di Edward Bond, autore che non ha mai regalato atmosfere rassicuranti, i cui ultimi lavori circolano soprattutto nelle edizioni a stampa . 


Have I none, scritto nel 2004, è ambientato nel luglio 2077, in un futuro molto più prossimo di quanto si è portati a credere, in cui scoppiano improvvise le epidemie di suicidi.

Le autorità hanno messo al bando i legami familiari, il passato, le fotografie e scoraggiano qualsiasi tipo di arredamento.

Il dramma si svolge tra le mura domestiche, protagonista una coppia, Sarah e il poliziotto James comandante di una pattuglia che va in giro a ripulire la città. In questa casa, dove più che nelle altre le allucinazioni non sono bene accette, arriva inaspettata la visita di Grit, un clandestino che  sostiene di essere il fratello di Sarah. Nasce una lite grottesca, dove le poche cose presenti in casa diventano oggetto di contesa in un’assurda estremizzazione della proprietà privata.


In un linguaggio che sfiora la clownerie, l’autore ci parla della famiglia e della società  del 2077 come generatori di una violenza destinata ad esplodere in modo incontrollato anche per i motivi più insignificanti.  



“In realtà, e questa non è retorica, la nostra società non è basata sulla tecnologia ma sul consumo e sulla schiavitù. Una schiavitù che assume la forma del consumo. Il compito del drammaturgo è quello di sempre, ossia permettere al pubblico di vedere ciò che sta facendo, per capire la propria vita e ciò che potrebbe succedere domani”.

                    Edward Bond                                                                                                                                                                                                                                


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