spettacoli‎ > ‎

Quella Volta-Teatro II


due atti unici di Samuel Beckett
con Carlo Salvador, Guido Rinaldi, Tommaso Taddei
voce narrante di Bobo Rondelli
luci di Marco Falai
regia di Tommaso Taddei

Beckett per noi rappresenta l’incontro con un certo modo di fare teatro, un autore che ci ha profondamente segnato, e che ci siamo portati con noi nelle nostre sperimentazioni. Attraverso Beckett siamo entrati nei meandri del teatro metabolizzando e riconoscendo certe penombre, certi silenzi, certi sguardi, certe negazioni e certe attitudini che sono ormai parte del nostro teatro.
Il tredici aprile del 2006 l’autore di Dublino compirebbe cento anni e per noi è giunto il momento di confrontarsi direttamente con la sua scrittura.
È una doppia sfida: da una parte c’è il desiderio e la fatica di entrare nei suoi personaggi, con i quali, noi che lavoriamo insieme da anni condividiamo la reiterazione delle parole, dei gesti, dei conflitti. Dall’altra c’è il rischio che corre una giovane compagnia, ad affrontare Beckett in un periodo in cui anche il lavoro di grandi registi viene ostacolato in nome di una rigida attinenza alle volontà dell’autore.
Abbiamo scelto due testi brevi che, se a torto non rientrano tra i più conosciuti, sono senz’altro tra i meno rappresentati..
Quella volta e Teatro II sono due atti unici legati da una forte analogia di contenuto e al contempo assolutamente divergenti a livello formale.
Se Beckett a proposito di 
Quella volta confessò che si collocava al limite estremo di ciò che è possibile concepire come fatto teatrale (qui affidato alla sola immagine del volto dell’ascoltatore e alle tre diverse fonti di suono da cui giunge una voce registrata).
In 
Teatro II Morvan e Bertrand si scambiano battute e si “giocano la loro partita” entrando a pieno titolo in ciò che più comunemente si può chiamare teatro.
Entrambi i testi sono incentrati sulla memoria: il protagonista di 
Quella volta ascolta le libere associazioni dei suoi ricordi di bambino, di giovane, di uomo maturo, che si susseguono senza soluzione di continuità.
In 
Teatro II la memoria è affidata Morvan e Bertrand costretti a trovare “Il punto cruciale”, a passare in rassegna le testimonianze di conoscenti, ex moglie, parenti di un terzo personaggio, dalle quali emerge un’amara e lacerante biografia.
“Niente è più buffo dell’infelicità”, citando Beckett che dissemina il testo di battute e piccole gags per far coabitare uno stile alto con una comicità che deriva dal cinema muto e dal teatro popolare, combinando magistralmente il tragico con il grottesco e venando 
Teatro II di una suspance che verrà raccolta da Pinter.
Le chiavi di lettura con cui ci avviciniamo a questi due testi sono appunto da una parte la bellezza sinistra di Beckett teso a descrivere e a dare la dignità dell’esserci a una miseria umana filosofica, a un crollo di senso, che non ha possibilità ne desiderio di salvazione; dall’altra la leggerezza e il distacco con cui questa miseria può essere raccontata e il riso catartico, dianoietico che provoca nello spettatore.
La parte testuale di 
Quella volta sarà affidata alla voce di Bobo Rondelli (cantante e attore fondatore degli Ottavo Padiglione) proprio per lo stile che lo contraddistingue e per la sua capacità di raccontare storie di personaggi alla deriva con leggerezza dissacrante e con grande umanità.

Comments