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Questa sera si recita la nostra fine


Gogmagog/Egumteatro


Sogno ma forse no, All’uscita, L’uomo dal fiore in bocca.

Tre atti unici di Luigi Pirandello.


Regia Annalisa Bianco e Virginio Liberti

Assistente alla regia Amandio Pinheiro

Con Rossana Gay, Carlo Salvador e Tommaso Taddei

Costumi Rita Bucchi

Suono Otto Rankerlott

Scene Loris Giancola

Tecnica Marco Falai


UNA PRODUZIONE Gogmagog, Egumteatro

Progetto di residenza presso il Teatro Studio di Scandicci, Compagnia Krypton/Scandicci Cultura

SOSTENUTO DA Regione Toscana .Sistema regionale dello spettacolo


Il progetto è frutto della collaborazione tra due realtà, due generazioni” di artisti si confrontano concretamente. La regia è affidata a Annalisa Bianco e Virginio Liberti di Egumteatro. Le voci, i corpi sono quelli di Carlo Salvador e Tommaso Taddei, due attori della compagnia Gogmagog, e Rossana Gay. Il terreno concreto, sono tre atti unici di Pirandello. Sogno ma forse no”, “All’uscita”, “L’uomo dal fiore in bocca”.

Il tema che unisce i tre testi, è quello della fine, della morte, della coesistenza di più piani di realtà, di più piani di esistenza. Sogno e veglia, vita e morte convivono ora con concretezza ora con illusione evanescente e portano sulla scena un “teatro del ritorno”. I personaggi, come Lazzaro, ritornano davanti agli occhi allibiti degli spettatori ripetendo il tema dell’uscita dai loro cimiteri, dai loro manicomi, dalle loro prigioni, dai loro sogni e dalla loro razionalità. Il ritorno dopo una morte concreta o apparente, o presunta. Il risveglio da un sogno lucido o l’abbandono al sonno. Eccoli i nostri personaggi, le nostre apparenze, i nostri aspetti della vita: Lazzari risorti e disperati, trascinati verso l’azione dalla furia dei sensi, dalla necessità meccanica, biologica, di soddisfare i propri desideri, di compiere le proprie vendette di aderire a se stessi. La forma del lavoro prevede anche la rappresentazione in spazi diversi dal teatro. Gli spettatori saranno coinvolti, “aggrediti” sensorialmente dalla vicinanza e dalla coabitazione dello spazioscenico con gli attori e compiranno una sorta di viaggio, per tornare” ed “uscire” cambiati.


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