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Sarebbe comico se non fosse tragico (testi da Jean Tardieu)


testi: Jean Tardieu

uno spettacolo di Virginio Liberti

con: Cristina Abati, Rossana Gay, Carlo Salvador, Tommaso Taddei

costruzione per la scena: Cristiano Caria

produzione: Gogmagog

con il contributo di: Regione Toscana-Sistema Regionale dello Spettacolo, Teatro Metastasio Stabile della Toscana

con la collaborazione di: Armunia/Festival Inequilibrio


Lo spettacolo si basa su alcuni atti unici di Jean Tardieu,

poeta e radicale sperimentatore del teatro francese. Tardieu è stato un anticipatore, non sempre riconosciuto, e oggi sicuramente meno rappresentato di autori come Jonesco,  Adamov e Beckett, aprendo strade tematiche e formali che hanno rappresentato un importante innovazione del teatro europeo del novecento.

Attraverso alcuni atti unici, talvolta tagliati nella misura dello sketch e dell’aforisma, lo spettatore assiste a una delirante riflessione sul linguaggio e sulle sue forme sceniche: dal teatro poetico, alla drammaturgia del grottesco, dalla ricerca del mondo onirico alla ricostruzione dei fantasmi ossessivi della società contemporanea, arrivando a trasformare la parola in elemento musicale e la struttura dramaturgica in struttura concertistica.

Nello spettacolo SAREBBE COMICO SE NON FOSSI TRAGICO si accendono barbagli di luce di disperata e sogghignante solitudine dell’essere umano, sulla sua necessità di conoscenza del mondo, della vita e di sé stesso pur avendo la certezza che la felicità è incerta.


Dopo il trittico pirandelliano del 2009 intitolato “Questa sera si recita la nostra fine”, il monologo “Quanto mi piace uccidere”-storia di un politico toscano e lo spettacolo “Moliére Fragments”-scene da il Misantropo e il Tartufo, entrambi del 2010, Virginio Liberti e Gogmagog tornano a collaborare per riaffermare l’idea di una pratica teatrale fatta di curiosità artistica e di impegno sociale.



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