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Un mattino


di e con Giacomo Bernocchi e Carlo Salvador 

progetto luci Marco Falai


"Un Mattino" è uno spettacolo ideato, scritto, diretto e interpretato da Giacomo Bernocchi e Carlo Salvador, realizzato con la collaborazione degli altri componenti del gruppo. Lo spettacolo racconta la tragica avventura, più interiore che vissuta esteriormente nei fatti, attraversata da due giovani uomini, costretti a vivere insieme loro malgrado, forse per qualche folle imposizione o obbligo morale, forse perchè soli e emarginati dal mondo. Il luogo condiviso dai protagonisti potrebbe essere uno spazio fisico, magari la stanza di una abitazione, oppure un luogo della mente, vista l' essenzialità delle scenografie e le caratteristiche complessive della scena, ma ciò che davvero importa è il dramma reale vissuto da questi due uomini. Ciò che infatti traspare dall' intero lavoro è soprattutto l' esasperazione di un quotidiano malato, ormai marcio, vissuto dai due protagonisti al ritmo inquietante di paranoie, fissazioni assurde, illusioni e rancori per frustrazioni mai sciolte. Ognuno sembra essere schiavo allo stesso tempo di se stesso e dell' altro, e anche se uno dei due a tratti sembra prevalere, sono in realtà vittime dello stesso tragico destino. La loro vita, come uno specchio rotto, si riflette in un mattino irreale, in un risveglio allucinante, che si mostra come continuo divenire, come capovolgimento del prima e del dopo e come superamento di identità fisse. Ogni buon senso è scomparso, ma il senso comune, a tratti, tragicamente rimane. Due uomini consumano una battaglia per la salvezza (per salvare la vita, ma da quale morte!), trapassando continuamente da una situazione all' altra, attraversando stati d' animo che sono espressione di sentimenti primari come amore, paura, odio, legati a loro volta ad un quotidiano che continuamente viene strappato dalla sua banalità, e quindi irriconoscibilità, per prendere forme impensabili, o meglio improbabili, frutto di visioni a lungo frequentate.  

Cosa accadde quel mattino?

Cosa può accadere un mattino?

F. Kafka così esordisce ne "Le metamorfosi": "Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, G. Samsa si trovò trasformato in un grosso insetto". "Un Mattino" è anche questo, un risveglio allucinante, frutto di una profonda trasformazione, ma soprattutto cerca di rappresentare, in una prospettiva tragica e pessimistica, un incontro, una convivenza ed un confronto: confronto dell' uomo con se stesso, con un altro uomo, con un bagaglio storico, socio-culturale, genetico forse; confronto, come sempre, col teatro e l' arte attorale anche. "Un Mattino" costituisce un unico blocco, dove il narrato, nonostante le continue fratture ed i continui scarti, cerca una certa compattezza, e dove le musiche (stralci del "Requiem" di W. A. Mozart) sono intimamente legate, anche in senso ironico, al susseguirsi delle scene nello sviluppo dello spettacolo.



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